giovedì, 26 aprile 2007
Paolo Ferrucci ha pubblicato - in coppia con Giacomo Leonelli - il thriller Omicidi Particolari, Ed. Piemme, anno 2000.
Nel 2005, Lune Nere, editore Aliberti.

Mistero Etrusco, marzo 2007, collana "Il piacere di leggere" della casa editrice Sylvestre Bonnard.
Paolo Ferrucci ha un blog personale, "è un manager che si è dimenticato di esserlo, che ama la letteratura e che è diventato uno scrittore mistery".
Con l'intervista a questo autore, inauguro quindi una nuova sezione di questo blog. Buona lettura.
lunedì, 23 aprile 2007
Segnalo con piacere questa interessantissima iniziativa di Tonino Pintacuda...
Colgo l'occasione per fare i migliori a tutta la redazione di Bombasicilia, rivista online che approda su carta.
giovedì, 19 aprile 2007
Appena fuori il portone di casa, accendo il sigaro e mi avvio lungo la strada di fronte.
Fumare il sigaro è un'abitudine recente, come indossare due maglioni sotto il giubbotto o leggere tascabili di fantascienza seduto sulla tazza del cesso, e forse non si addice alla mia età. Eppure, nonostante ne abbia molte, le abitudini mi angosciano. Non conosco via più sbrigativa per giungere alla morte, senza contare poi che la morte stessa è un'abitudine: una volta morto, non fai altro che continuare a morire.
Mi concedo quindi solo abitudini temporanee.
domenica, 15 aprile 2007
Da oggi, nella rubrica Ospiti del bellissimo sito (mi ha pubblicato, che volete!) Bombasicilia è online il racconto Trenta alle otto, tratto dall'Esquisse II, che potete trovare più giù in questa stessa pagina.
Ringrazio Tonino Pintacuda e tutta la redazione di Bombasicilia.
Non perdete inoltre l'Esquisse III.
Buone letture.
domenica, 15 aprile 2007
Era l'estate del novantacinque.
Quel giorno (ma le medesime condizioni meteorologiche si sarebbero prolungate ben oltre il venti agosto) l'aria era calda e immobile. Giocavamo in cinque sulla spiaggia. Il gioco era tutto sommato semplice: bisognava effettuare sette palleggi con una palla senza che questa toccasse mai terra. Al settimo palleggio, la si doveva scagliare contro uno dei giocatori nel tentativo di colpirlo ed estrometterlo dal gioco. Ovvio che io, con i miei sessantanove chili, fossi il bersaglio preferito. Eliminato alle prime battute, non mi restava che aspettare venti minuti buoni per ripropormi baldanzoso ai nastri di partenza.
Ancora oggi non capisco perché - abbastanza ragionevolmente, avrei dovuto sentirmi vittima di una spietata forma di darwinismo sociale - ma quel gioco mi divertiva. Alla fine di ogni giro correvamo tutti insieme a tuffarci. Era il momento più atteso. Ci liberavamo dal sudore e dalla sabbia, che scovavamo sin dentro le orecchie.
Il nostro gruppo era come una singola creatura dalle molteplici braccia e unico cervello. Ci separavamo solo per il pranzo e per la notte. Di tanto in tanto, erano concesse deroghe per il tardo pomeriggio, ritenuto all'unanimità il momento migliore per baciare una ragazza. A me, era capitato una sola volta, di baciare una ragazza. Era stato tre anni prima. In seguito, lei non aveva più voluto farlo e, poiché attribuivo la sua resistenza alla mia scarsa tecnica, avevo chiesto lumi a uno dei membri più attivi del gruppo, almeno in questo campo. Le esercitazioni allo specchio diedero buoni risultati. Ma il tempo speso andò sprecato, perché da quella prima volta, e per i successivi sette anni, non mi sarebbe più capitato di uscire con una ragazza.
venerdì, 13 aprile 2007
A un mese di distanza, ho rinnovato la grafica del blog.
Mi auguro che adesso i post siano più leggibili e l'ambiente più gradevole e rilassante.
Buone letture!
p.s. si accettano commenti.
giovedì, 12 aprile 2007
Morto martedì, in seguito ad alcune gravi lesioni cerebrali conseguenti a una caduta di alcune settimane fa.
Il corriere della sera gli dedica un articolo, qui. Vonnegut, il nemico della guerra.
Qui il suo sito ufficiale. La gabbia è aperta. Un'immagine toccante.
Pubblicata, inoltre, un interessante lettura sulle pagine di Carmilla. Eccola.
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