mercoledì, 05 settembre 2007
Ormai manca qualche giorno. Uno, o due.
Trasloco. Mi riferisco al blog.
Appena fatto, vi darò il nuovo indirizzo di casa.
Qualche giorno dopo il trasloco, partirò per Marsiglia, e ci resterò per un po'. Da lì, posterò una sorta di diario marsigliese.
Tra le novità, quelle che ti fanno dire non vedo l'ora, oltre al trasloco e al viaggio a Marsiglia, restano appena un paio di cose: il nuovo romanzo di Remo Bassini (che uscirà a ottobre) e l'esordio in libreria di Babsi (l'ormai vicino 12 settembre prossimo).
A presto!
Nota post-aggiornamento: dieci ore e cento tentativi dopo, l'aggiornamento di questo post è andato a buon fine. L'operazione, di per sé non difficile (dovevo inserire la data di uscita del libro di Babsi, lì, in alto, tra parentesi), è stata resa impossibile dall'ottimo sistema di Splinder, sicuro e affidabile. Questo, oltre al fatto che sono un nomade per natura e un migrante, rientra tra le motivazioni che mi hanno spinto al trasloco.
A chi mi legge, auguro un buon fine settimana. Da lunedì, sarò nella mia nuova casa.
giovedì, 07 giugno 2007
Remo Bassini in un post di oggi (ieri, è questione di minuti e non so se quanto finirò di scrivere quello che sto scrivendo adesso sarà ancora oggi o se sarà domani) scrive di matti, e di Roveredo.
Non ho letto Roveredo, probabilmente lo cercherò, o forse no. E non ho grande esperienza di matti. Ho incontrato alcuni che lo erano, altri che lo sono, pochi che non lo sono mai stati.
Uno di quelli che lo erano, lo hanno ucciso a botte. Una notte. Un branco. Il branco. Il matto dava loro fastidio, dissero ai carabinieri. Un altro era un mio lontano parente. Se n'è andato dieci giorni fa. A conciarlo male, stavolta, è stato un tumore.
Tra coloro che lo sono, invece, ce n'è uno in particolare che mi è simpatico più degli altri. Gli altri sono un grassone che conversa con gli angeli e uno magrissimo che solitamente dirige il traffico in una strada in cui traffico non c'è.
Quello che mi sta più simpatico è un vecchietto. Avrà circa sessant'anni. Basso, magro, pochi capelli in testa tra il grigio e il bianco. Solitamente lo incontro quando vado in biblioteca. Se ne sta davanti ai negozi di alimentari o ai panifici per ore. Discreto, silenzioso, si posiziona vicino all'entrata, guarda un punto indistinto di fronte a lui e si muove a piccolissimi passi avanti e indietro. Dieci piccolissimi passi avanti. Dieci piccolissimi passi indietro.
Ha uno sguardo dolce, il vecchio. E non mendica. O almeno, non è denaro quello che vuole.
Credo che aspetti qualcuno. Che sia convinto di dover stare lì ad aspettare qualcuno. Forse un figlio. Partito per chissà dove e mai più tornato. Forse un amico. Forse, ancora, una donna.
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